Dove posso vendere orologi usati? Guida Completa 2026

Per vendere un orologio usato in Italia hai quattro canali principali: vendita privata, marketplace online, compro oro e rivenditori specializzati. La scelta giusta non dipende solo dal prezzo sulla carta, ma dal compromesso tra prezzo netto, velocità e sicurezza, e per marchi di lusso i rivenditori specializzati sono spesso la soluzione più equilibrata perché offrono valutazione rapida e pagamento immediato.

Se stai leggendo questa guida, probabilmente sei in una di queste situazioni: vuoi liquidare un Rolex senza perdere settimane dietro a trattative inconcludenti, hai ereditato un Patek Philippe e non sai da dove partire, oppure vuoi vendere un Cartier usato ma temi di ricevere offerte casuali e poco trasparenti. È una situazione comune. Il problema è che molti guardano solo il prezzo richiesto negli annunci e ignorano tutto il resto: commissioni, contestazioni, tempi morti, ritrattazioni finali, rischio controparte.

Chi compra e valuta orologi tutti i giorni vede sempre lo stesso errore. Il venditore pensa: “se online lo vedo a quella cifra, allora il mio vale uguale”. Non funziona così. Conta quanto realizzi davvero in tasca, quanto tempo impieghi, e quanto rischio ti assumi per arrivare all’incasso.

Se vuoi una risposta concreta senza impegno, puoi richiedere una valutazione iniziale inviando foto e dettagli del tuo orologio tramite contatto diretto su WhatsApp con tracciamento dedicato.

Sommario

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Prima di vendere: come ottenere una valutazione realistica

Il primo passo non è pubblicare un annuncio. Il primo passo è capire quanto il tuo orologio può essere assorbito dal mercato reale. Se sbagli qui, perdi tempo in due modi: o chiedi troppo e l’orologio resta fermo, oppure accetti troppo in fretta una proposta bassa perché non hai un riferimento credibile.

 

Parti dai dati, non dagli annunci

Sul secondario internazionale, che viene usato anche come riferimento da chi compra e vende in Italia, l’indice ChronoPulse di Chrono24 si basa su oltre 600.000 transazioni reali e monitora più di 140 modelli di 14 marche di lusso, con panoramica prezzi dal gennaio 2019, come indica la pagina ChronoPulse di Chrono24. Questo è il punto chiave: il valore dell’usato non si stima “a sensazione”, ma su transazioni effettive.

Un esperto di orologi analizza attentamente un segnatempo di lusso utilizzando una lente d'ingrandimento in un ufficio moderno.

Quando controlli i prezzi online, devi distinguere tre cose:

  • Prezzo richiesto: è quello dell’annuncio. Non dice se l’orologio verrà venduto davvero.
  • Prezzo realizzabile: è il valore che un compratore reale è disposto a pagare.
  • Prezzo netto: è quanto resta a te dopo commissioni, tempi, rischi e possibili ritrattazioni.

Per farti un’idea iniziale, confronta solo orologi realmente comparabili: stessa referenza, stesso materiale, stesso quadrante, condizioni simili, corredo simile. Se hai dubbi sulla base di partenza, una guida utile è quanto vale il mio orologio.

Regola pratica: se trovi il tuo modello in dieci annunci diversi e nessuno si muove da settimane, quello non è il prezzo di mercato. È solo il prezzo che i venditori vorrebbero ottenere.

 

La seconda verifica che evita errori

L’autovalutazione serve. Da sola, però, non basta. Un professionista guarda elementi che l’annuncio non racconta bene: originalità dei componenti, stato del movimento, lucidature pregresse, coerenza del quadrante, usura del bracciale, service history, liquidità della referenza.

Qui si vede la differenza tra una stima teorica e una proposta concreta. Un dealer serio non compra una categoria generica, compra proprio quel pezzo, in quelle condizioni, con quella commerciabilità. È per questo che due orologi apparentemente identici possono ricevere offerte diverse.

Per i marchi forti, una valutazione professionale è spesso il modo più rapido per uscire dall’incertezza. Perpetual Srl, per esempio, lavora con foto iniziali, verifica referenza e condizioni, e formula una proposta allineata al mercato reale senza promesse irrealistiche né rialzi “per attirare” seguiti poi da sconti al banco.

 

Preparare l’orologio per la vendita (foto e documenti)

Arriva spesso questo caso: proprietario convinto che il suo orologio valga una certa cifra, foto scure fatte sul tavolo della cucina, garanzia cercata all’ultimo momento, segni sulle anse mai mostrati. Il risultato è prevedibile. Offerta più bassa, tempi più lunghi e, soprattutto, più spazio per ritrattazioni.

Chi compra un orologio usato compra anche il rischio. Più materiale chiaro presenti, meno rischio percepisce il compratore e più si avvicina al netto reale che puoi portare a casa. È qui che molti venditori sbagliano prospettiva. Guardano il prezzo richiesto, non il prezzo finale dopo contestazioni, richieste di sconto e perdite di tempo.

Una pratica lista di controllo illustrata per preparare correttamente il tuo orologio di lusso alla vendita.

 

Le foto che servono davvero

Le foto devono far capire tre cose: autenticità apparente, stato reale e completezza. Una galleria fatta bene evita domande inutili e seleziona interlocutori più seri.

Fai gli scatti con luce naturale o neutra, senza filtri, senza eccessi di contrasto e senza riflessi che coprono quadrante e cassa.

Servono queste immagini:

  • Quadrante frontale ben leggibile, per vedere indici, lancette, vetro e uniformità del quadrante.
  • Fondello completo, utile per incisioni, referenze e stato generale.
  • Fianchi della cassa per leggere urti, ammaccature e qualità delle lucidature precedenti.
  • Anse da vicino. Sono uno dei primi punti che un professionista guarda per capire quanto materiale è stato tolto.
  • Bracciale o cinturino disteso, con dettaglio di usura, elasticità e integrità.
  • Chiusura, corona e pulsanti se presenti, perché sono zone dove si vedono bene uso intenso, sostituzioni e incongruenze.
  • Difetti evidenti fotografati da vicino.

Una foto onesta di un difetto aiuta più di una foto “bella” che lo nasconde. Se il compratore scopre dopo un colpo sulla carrure o un bracciale molto lasco, la trattativa quasi sempre si riapre al ribasso.

Per alcuni modelli conta anche mostrare dettagli specifici. Su uno Speedmaster Reduced, ad esempio, pulsanti, profilo cassa e proporzioni del quadrante vanno fotografati bene perché incidono subito sulla percezione del pezzo e sulle obiezioni che riceverai. Se hai dubbi sul modello, può esserti utile questa guida dedicata all’Omega Speedmaster Reduced.

 

I documenti da raccogliere prima di chiedere offerte

L’ordine documentale incide sul prezzo e sulla facilità di vendita più di quanto sembri. Non perché ogni accessorio trasformi il valore, ma perché riduce incertezza e discussioni.

Prepara in anticipo:

  • Scatola originale
  • Garanzia, certificato o prova d’acquisto
  • Ricevute di revisione o service
  • Maglie aggiuntive del bracciale
  • Libretti, tag, accessori e dotazione originale

Se manca qualcosa, dichiaralo subito e in modo preciso. “Solo orologio”, “scatola presente ma no garanzia”, “ultimo service non documentato” sono formule semplici che evitano equivoci. Nel mercato reale, una descrizione pulita e completa vale più di una storia lunga e confusa.

 

Quando non conviene intervenire sull’orologio

Un errore costoso è lucidare o revisionare l’orologio “per venderlo meglio”. Non sempre conviene.

Su molti pezzi vintage, una lucidatura fatta male arrotonda gli spigoli, assottiglia le anse e toglie carattere alla cassa. Su un modello moderno con mercato liquido, una revisione ufficiale può avere senso solo se il costo è proporzionato a quanto recuperi in vendita. Spesso non lo è. Spendere prima 600 o 1.000 euro non significa incassare 600 o 1.000 euro in più.

La regola pratica è semplice. Pulisci l’orologio con cura, togli polvere e impronte, ma evita interventi invasivi senza aver prima chiesto una valutazione. Componenti sostituiti, quadranti rilumati, vetri cambiati con parti non corrette o lucidature aggressive possono ridurre l’interesse dei compratori più competenti.

Meglio un orologio originale, con segni dichiarati e documentati bene, che un orologio “sistemato” male e destinato a generare dubbi. Sul prezzo richiesto forse perdi meno di quanto pensi. Sul netto in tasca e sulla sicurezza della trattativa, di solito guadagni molto di più.

 

Dove posso vendere orologi usati: i canali a confronto

Mettiamo un caso concreto. Hai un Rolex Datejust o un Omega Speedmaster, pubblichi un annuncio a 6.500 euro e pensi di aver trovato il canale giusto perché il prezzo richiesto è alto. Poi arrivano trattative infinite, richieste di sconto, proposta di scambio, costi di spedizione assicurata, commissioni, rischio contestazioni e tempi morti. Il punto non è il prezzo scritto nell’annuncio. Il punto è quanto ti resta davvero in tasca, in quanto tempo e con quale margine di sicurezza.

Per scegliere bene, i tre criteri utili sono sempre gli stessi: netto finale, velocità di realizzo e rischio operativo. PlusWatch lo spiega bene nella sua analisi sulle opzioni di vendita, distinguendo tra il potenziale economico della vendita diretta e la maggiore tutela offerta dai canali professionali per i modelli più richiesti come Rolex PlusWatch.

 

Vendita tra privati

È il canale con il prezzo teorico più alto. Spesso, però, è anche quello con la differenza maggiore tra prezzo richiesto e netto reale.

Chi vende da privato deve gestire tutto: annuncio, messaggi, foto aggiuntive, telefonate, verifica del compratore, incontro, pagamento e possibili contestazioni dopo la consegna. Su un orologio commerciale e facile da capire, questo percorso può funzionare. Su un pezzo costoso o tecnico, nozioni superficiali e acquirenti poco preparati allungano molto i tempi.

Il problema che vedo più spesso è semplice. Il venditore guarda la cifra piena, ma non calcola il costo del rischio. Un bonifico revocato, un pagamento poco chiaro, una contestazione su autenticità o condizioni, anche infondata, può trasformare una vendita apparentemente redditizia in una perdita di tempo o peggio.

 

Marketplace online

I marketplace ampliano il pubblico, ma non eliminano il lavoro sporco. Lo moltiplicano.

Chrono24, per esempio, ti espone a una platea internazionale e offre strumenti utili come escrow e servizi collegati alla verifica. In cambio, devi considerare commissioni, gestione della spedizione, tempi di accredito e una maggiore attenzione documentale. Subito.it è più semplice e più diretto, ma lascia quasi tutto sulle spalle del venditore, dalla selezione dei contatti alla sicurezza dell’incontro.

Qui il trade-off è chiaro. Hai più visibilità rispetto alla vendita privata tradizionale, ma non ottieni la protezione e la velocità di un acquisto diretto da parte di un professionista. Il marketplace ha senso per modelli con domanda ampia, prezzo leggibile e condizioni facili da spiegare. Se invece proponi un orologio vintage, un pezzo senza corredo o una referenza che richiede competenza tecnica, il numero di contatti sale più della qualità delle trattative.

Su modelli molto cercati e comparati spesso online, aiuta anche conoscere bene il contesto di mercato. Un esempio utile è questo approfondimento dedicato all’Omega Speedmaster Reduced.

 

Compro oro e operatori generalisti

Sono rapidi, ma quasi mai sono il canale che valorizza meglio un orologio importante.

Molti operatori generalisti ragionano in ottica di realizzo semplice, rotazione veloce e margine prudente. È comprensibile dal loro punto di vista, ma per il venditore significa spesso una lettura poco precisa di referenza, stato, appeal commerciale e originalità dei dettagli. Su un segnatempo di fascia media la differenza può essere accettabile. Su un pezzo di alto livello pesa molto.

Hanno senso se la priorità assoluta è chiudere subito e accettare una valutazione più bassa in cambio di velocità. Hanno molto meno senso per Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet e Cartier, dove una lucidatura pesante, una chiusura non coerente o un quadrante ristampato possono spostare il valore in modo netto.

 

Rivenditori specializzati

È il canale più solido per chi vuole un equilibrio serio tra prezzo, tempi e sicurezza.

Un rivenditore specializzato legge dettagli che sfuggono al mercato generalista: cassa troppo lucidata, anse ammorbidite, quadrante non coerente, bracciale corto, parti sostituite fuori standard, service invasivi, seriali e referenze che incidono sulla commerciabilità. Questa lettura più precisa non serve solo a fare la stima. Serve a evitare sorprese in trattativa e a chiudere con criteri chiari.

Sul piano pratico, il vantaggio vero è questo: proposta rapida, procedura definita, pagamento tracciabile e meno probabilità di rinegoziazioni dell’ultimo minuto. Il prezzo sulla carta può essere inferiore a quello di un annuncio tra privati, ma spesso il netto in tasca risulta più vicino del previsto perché spariscono tempi morti, sconti forzati, costi accessori e rischio di problemi post-vendita.

Canale Velocità di vendita Prezzo realizzabile Sicurezza Sforzo richiesto
Vendita tra privati Variabile, spesso lenta Potenzialmente alto sulla carta Bassa Alto
Marketplace online Media o lenta Buono, ma da valutare al netto di commissioni e costi Media Alto
Compro oro e operatori generalisti Rapida Spesso bassa sui marchi più richiesti Media Basso
Rivenditori specializzati Rapida Spesso il miglior compromesso sul netto reale Alta Basso

La scelta giusta non è il canale con il numero più alto nell’annuncio. È quello che ti porta a un incasso credibile, in tempi ragionevoli, con un livello di rischio che sei disposto ad accettare.

 

Vendere un orologio senza scatola, garanzia o con segni d’uso

Molti proprietari partono già sconfitti. Pensano: “non ho scatola”, “la garanzia non si trova più”, “ha segni d’uso”, “è un pezzo ereditato, quindi non interesserà a nessuno”. È una lettura sbagliata.

I rivenditori specializzati italiani dichiarano di acquistare anche modelli usati e vintage con valutazioni gratuite e pagamento immediato, anche senza corredo, e sottolineano che originalità e stato effettivo del pezzo contano molto più della semplice presenza della scatola, come riporta Conte Orologi.

Un orologio vintage Omega con quadrante patinato e cinturino in pelle marrone tenuto in mano.

 

Cosa conta davvero nella valutazione

Su un orologio senza corredo, un compratore serio guarda altro:

  • Originalità del quadrante, delle lancette e delle parti principali
  • Coerenza della referenza
  • Condizioni estetiche reali
  • Stato meccanico
  • Presenza di interventi precedenti
  • Commerciabilità del modello

Un Rolex vintage con patina corretta e cassa sana può interessare molto più di un esemplare lucidato male ma con scatola. Un Cartier portato bene, anche senza set completo, può comunque essere liquido se il modello è richiesto. Un Patek Philippe senza documenti non diventa automaticamente “invendibile”. Diventa semplicemente un pezzo che va letto da chi sa valutarlo.

 

Come presentare bene un pezzo imperfetto

Se il tuo orologio non è perfetto, non provare a farlo sembrare perfetto. Devi fare il contrario. Devi renderlo leggibile.

Indica chiaramente:

  • cosa manca nel corredo
  • se ci sono graffi evidenti
  • se l’orologio marcia regolarmente o ha bisogno di controllo
  • se ci sono ricambi non originali noti
  • se proviene da successione o da uso personale di lungo periodo

Una buona presentazione riduce il rischio di offerte prudenti. Chi compra non teme l’usura normale. Teme ciò che non riesce a capire.

Per vedere come il mercato ragiona su originalità, patina e conservazione, questo contenuto video aggiunge un buon contesto pratico:

 

Consigli specifici per vendere Rolex, Patek Philippe, AP e Cartier

Un errore costa subito soldi. Lo vedo spesso su pezzi importanti affidati al canale sbagliato, con una richiesta alta sulla carta e un netto finale più basso dopo ribassi, attese, commissioni implicite e contestazioni.

Per questi quattro marchi non conta solo trovare un compratore. Conta trovare il compratore giusto, nel contesto giusto, con una verifica coerente al livello del pezzo. Più il brand è sensibile a originalità, servizio e provenienza, più cresce la distanza tra prezzo promesso e denaro davvero incassato in sicurezza.

 

Rolex

Su Rolex il mercato è veloce, ma non perdona gli errori. La referenza corretta è il punto di partenza. Subito dopo pesano configurazione, anno, bracciale, quadrante, lucidature fatte bene o fatte male, e facilità di rivendita del modello.

I Rolex sportivi attirano più richieste, ma portano anche più perdite di tempo, più offerte aggressive e più tentativi di rinegoziazione. Chi vende un Submariner, GMT-Master II o Daytona in privato spesso vede numeri alti nei primi messaggi. Il problema arriva al controllo del pezzo, quando il compratore usa un dettaglio minore per abbassare il prezzo. Il dealer serio, invece, tende a fare un’offerta magari meno spettacolare all’inizio, ma più vicina al netto reale e con meno margine di sorpresa.

Per capire meglio come cambia la resa finale in base al canale, può essere utile questa guida sulla vendita online di Rolex usati.

 

Patek Philippe e Audemars Piguet

Qui sale il livello di selezione. Su Patek Philippe e Audemars Piguet non basta una buona presentazione. Serve un interlocutore capace di leggere cassa, quadrante, movimento, coerenza dei componenti e cronologia degli interventi.

Il rischio principale non è solo vendere sotto prezzo. È esporsi a blocchi lunghi, verifiche invasive o trattative che si fermano dopo giorni perché chi hai davanti non ha la liquidità o la competenza per chiudere davvero. Nei marketplace generalisti succede spesso. L’interesse iniziale c’è, ma si trasforma in richieste continue di foto, seriali, estratti e controlli aggiuntivi, senza una proposta concreta.

Su questi marchi preferisco sempre canali con filtro all’ingresso. Meno contatti, ma più qualificati. Il netto in tasca spesso migliora proprio così, perché riduci il rischio di svalutare il pezzo in una trattativa confusa o di accettare uno sconto pesante pur di chiudere.

Su Patek Philippe e Audemars Piguet, l’errore più costoso è trattare con chi sembra interessato ma non è attrezzato per comprare davvero quel livello di orologio.

 

Cartier

Cartier segue una logica diversa. Il pubblico è più trasversale, il linguaggio di vendita cambia, e il valore dipende molto da modello, misura, materiale e portabilità quotidiana. Un Santos o un Tank ben conservato può muoversi bene anche senza creare il rumore di un Rolex sportivo, ma va proposto a chi conosce il marchio e non lo riduce a semplice gioiello usato.

Qui vedo due errori ricorrenti. Il primo è accettare valutazioni troppo basse da operatori che trattano Cartier come un marchio secondario. Il secondo è puntare al privato senza capire che molti acquirenti chiedono un orologio già verificato, pronto da indossare e facile da rivendere in futuro.

Su Cartier il canale giusto fa una differenza concreta nel netto finale. Un compratore competente valorizza proporzioni, quadrante, chiusura, bracciale e coerenza estetica. Un compratore generico guarda solo il nome sul quadrante e tratta al ribasso.

 

Gestire la trattativa finale in sicurezza (pagamento e tempistiche)

Hai un accordo di massima, il compratore dice di essere pronto, poi arrivano le ultime richieste. Una foto in più del rehaut, un controllo sul bracciale, la proposta di pagare dopo verifica, oppure il classico “spediscilo e appena lo vedo chiudiamo”. È qui che si decide il vero risultato della vendita. Non il prezzo promesso, ma quanto incassi davvero, in quanto tempo e con quale margine di rischio.

Chi vende bene una volta guarda la cifra. Chi vende spesso guarda il netto in tasca e la probabilità di contestazione. Sono due cose diverse.

Una persona che paga con lo smartphone per acquistare un orologio confezionato presso un rivenditore specializzato.

 

Come chiudere senza errori

La regola pratica è semplice. Prima si definiscono condizioni, controlli e tempi. Poi si consegna l’orologio.

In negozio o presso un operatore professionale, la chiusura è di solito più lineare perché identità, verifica tecnica e modalità di pagamento sono già inserite in una procedura. Da privato, invece, molti problemi nascono proprio da accordi lasciati vaghi. “Ci vediamo e poi decidiamo” quasi sempre finisce con una richiesta di sconto, un rinvio o una contestazione sul posto.

Questi sono i punti che chiarisco sempre prima dell’appuntamento o della spedizione:

  • Chi compra davvero il pezzo. Nome, attività, sede e recapiti verificabili.
  • Quando il prezzo è definitivo. Prima visione, dopo apertura della cassa, dopo controllo seriale, oppure dopo test di marcia.
  • Come avviene il pagamento. Bonifico istantaneo, bonifico ordinario, assegno circolare solo se verificato con la banca, mai formule poco chiare.
  • Quando consegni l’orologio. Solo dopo conferma dell’accredito o secondo una procedura scritta e accettata da entrambe le parti.
  • Cosa succede se emergono problemi. Riduzione del prezzo, restituzione del pezzo, tempi e costi di rientro.

Un compratore serio non si infastidisce davanti a queste domande. Le considera normali.

Se hai dubbi sull’autenticità o temi contestazioni tecniche, informarti prima su come riconoscere un Rolex falso aiuta a capire quali controlli farà chi compra con criterio e quali obiezioni, invece, vengono usate solo per abbassare il prezzo.

 

Pagamento e tempi reali

Il pagamento immediato vale più di una promessa più alta ma incerta. Succede spesso con i privati. Offerta buona sulla carta, chiusura lenta, richieste extra, soldi che arrivano giorni dopo oppure trattativa che salta dopo averti bloccato per una settimana.

Il punto non è avere fretta. Il punto è sapere quanto costa aspettare.

Un canale professionale tende a pagare meno del miglior privato teorico, ma riduce tre costi nascosti: tempo perso, rischio di ripensamenti e possibilità di contestazioni dopo la consegna. Sul netto finale questa differenza pesa più di quanto molti venditori immaginino.

Con i pagamenti, la prudenza deve essere concreta:

  • Bonifico istantaneo: bene se vedi l’accredito disponibile sul conto.
  • Bonifico ordinario: accettabile, ma la consegna va fatta solo dopo conferma effettiva.
  • Contanti: possibili solo entro i limiti di legge e con attenzione massima a sicurezza e tracciabilità.
  • Assegni: li tratto come opzione debole, a meno di verifica diretta con l’istituto emittente.

 

Vendita a distanza senza esporsi inutilmente

La vendita da remoto funziona solo con passaggi precisi. Devi sapere a chi spedisci, con quale corriere, con quale assicurazione, chi sostiene il rischio durante il trasporto e in quanti giorni arriva la risposta finale.

Spedire un orologio senza accordo scritto su verifica, pagamento e restituzione significa lasciare il pezzo e il denaro in una zona grigia.

Chiedi sempre conferma scritta di quattro elementi: valore concordato o range realistico, tempi di controllo, esito possibile della verifica, modalità di pagamento dopo l’ok. Se uno di questi punti resta vago, fermati. Un processo professionale è chiaro prima che il pacco parta, non dopo.

Domande frequenti sulla vendita di orologi usati

Posso vendere bene un orologio usato anche senza scatola e garanzia?

Sì. L’assenza del corredo non azzera il valore. Conta soprattutto quanto il pezzo è originale, sano e commerciabile. Per questo i rivenditori specializzati sono spesso più adatti dei canali generalisti quando l’orologio non è un full set.

A volte puoi ottenere un prezzo più alto sulla carta. Non è sempre il miglior risultato. Devi considerare tempi, rischio di trattativa inconcludente, eventuali contestazioni e gestione diretta del pagamento. Il ricavo migliore è quello netto e sicuro, non quello promesso.

Di solito invii foto di quadrante, fondello, lati della cassa, bracciale o cinturino, chiusura ed eventuali documenti. Da lì il compratore formula una stima iniziale. La proposta definitiva arriva dopo verifica dal vivo o secondo la procedura concordata.

Non automaticamente. Su molti orologi, soprattutto vintage, un intervento sbagliato può penalizzare la percezione del pezzo. Prima chiedi una valutazione. Poi decidi se conviene intervenire oppure no.

Può esserlo se vuoi uscire da un orologio ed entrare in un altro senza gestire due operazioni separate. Ha senso solo quando la controparte valorizza correttamente entrambi i lati della trattativa e rende il conguaglio trasparente.


La domanda giusta non è solo dove posso vendere orologi usati. La domanda giusta è: dove ottengo il miglior equilibrio tra netto in tasca, velocità e sicurezza.

Se hai tempo, competenza e vuoi gestire tutto in prima persona, la vendita privata o il marketplace possono avere senso. Se invece vuoi evitare trattative infinite, rischio controparte e ritrattazioni finali, il canale professionale è spesso la scelta più intelligente. Questo vale ancora di più per Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet e Cartier, oppure per orologi senza corredo o con segni d’uso.

Prendi una decisione partendo dal mercato reale, non dal valore affettivo. È il modo più rapido per vendere bene, senza sorprese.


Chi ha scritto questo articolo

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Amedeo Montanari

Amedeo Montanari è un consulente specializzato nella valutazione di orologi di lusso. Acquista orologi di brand come Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet, Cartier. Offre una valutazione rapida, affidabile e riservata di orologi di lusso usati. La sua grande conoscenza di questo settore gli è stata trasmessa da suo padre (anch'esso un grande esperto del settore) e con il sito amedeomontanari.it si occupa di consulenze online.